Grotta di San Lorenzo
Grotta di San Lorenzo
Eremi

Grotta di San Lorenzo

Chiamata anche Grotta della Madonna di Sant?Angelo per la presenza di un affresco riportante la Madonna che allatta, l?Eremo è meta di pellegrinaggi da parte degli abitanti dei paesi vicini

Grotta di San Lorenzo

Eremi
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Chiamata anche Grotta della Madonna di Sant’Angelo per la presenza di un affresco riportante la Madonna che allatta, l’Eremo è meta di pellegrinaggi da parte degli abitanti dei paesi vicini, poiché secondo un’antica tradizione e credenza da una sua falda sgorgherebbe il sangue dei martiri e la grotta nasconderebbe in un muro la treccia della Madonna. Tradizione vuole, inoltre, che lì fosse solito recarsi San Berardo a raccogliersi in preghiera. La conformazione geologica della grotta è stata utilizzata quale base per l’allestimento di una vera e propria cappella costruita attraverso l’uso di pietre e intonacata ed affrescata internamente con scene pittoriche risalenti probabilmente alla seconda metà del Duecento.
Sull’arco absidale l’immagine centrale rappresenta la Madonna che allatta con in braccio il Bambino, seduta su un trono. In alto appare la scritta in lettere greche e con la consueta abbreviazione “Madre di Dio” (Mether Theou). Ai lati appaiono due sante che si rivolgono con una mano a palmo aperto verso il gruppo divino, mentre con l’altra racchiudono un fiore di giglio, simbolo del loro stato virginale, ed al fianco delle due sante sono presenti San Michele Arcangelo, rappresentato con ali e asta che trafiggeva il demonio e San Biagio rappresentato con vesti ed attributi della sua dignità vescovile. Sulla parete di fondo è presente invece un affresco riportante il Cristo benedicente affiancato da due angeli riportanti un fiore di giglio in mano. Riprendendo il cammino ad una mezz’ora di distanza a piedi si arriva al Borgo di Colli di Monte Bove. Attraversiamo l’arco “Porta Catena” che riporta iscrizioni relative al pagamento dei dazi per il passaggio del bestiame e delle merci. Qui infatti, sotto il dominio di Re Carlo di Borbone, vi era una catena che sbarrava il passaggio del bestiame e delle merci ed era necessario corrispondere un dazio per il transito. Ecco perché Colli di Montebove per un certo periodo di tempo fu conosciuto come Colli Catena.
 

Carsoli (AQ)
Arte e Cultura
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La posizione è indicativa e non sostituisce la segnaletica ufficiale sul territorio.

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