Salgono a 600 i camosci nel Parco nazionale d'Abruzzo
Le montagne della Meta e dei Tartari restano le aree piu' rappresentative per il Camoscio, tuttavia si conferma la presenza di oltre 90 camosci nel comprensorio del Monte Marsicano, frutto di una operazione di liberazione di alcuni soggetti avvenuta oltre 10 anni fa. Oltre al costante monitoraggio della popolazione che viene realizzato nel corso dell'anno dai tecnici del Parco, il conteggio, ripetuto regolarmente, consente di costruire delle serie storiche indispensabili per la corretta definizione delle tendenze di popolazione, soprattutto nel caso di popolazioni considerate ancora a rischio di estinzione. I dati raccolti nei conteggi effettuati a partire dal 1993 hanno infatti consentito di seguirne l'evoluzione demografica e l'espansione dell'areale, permettendo di rilevare tempestivamente, negli ultimi anni, alcune criticità che sono state studiate e approfondite grazie ai finanziamenti Life. Proprio per l’importanza storica e conservazionistica del Camoscio - sostiene il Direttore - l’Ente Parco, già impegnato nella sua tutela dalla sua Istituzione, nel 1923, ha predisposto, nell’ambito del Progetto LIFE Coornata, uno specifico Piano di Gestione che si pone come obiettivo principale il miglioramento dello status di conservazione e tutela del Camoscio appenninico nel PNALM. Analizzando i dati degli avvistamenti il numero minimo certo di camosci osservati è risultato pari a 601, dei quali 150 sono i nuovi nati e 73 sono giovani di un anno. Rispetto alla conta estiva, quando furono contati 497 individui, i risultati autunnali registrano un ulteriore dato positivo nella serie degli ultimi anni. In particolare è stato registrato un tasso di sopravvivenza al primo anno del 64%, valore decisamente più elevato rispetto a quello dell’anno precedente.