Il cliente andrà da chi sa raccontare meglio il viaggio
"Il cliente andrà da chi sa raccontare meglio il viaggio". Bisogna fare i conti con questo nuovo paradigma. Imposto dai tempi, specchio delle esigenze dei nuovi target e salto di qualità da fare se non si vuole rischiare di perdere qualche segmento di clientela. Uno su tutti i millennial. A lanciare il sasso è Isabella Maggi, direttore marketing e comunicazione Gattinoni Mondo di Vacanze, in occasione della tavola rotonda "La grande distribuzione riorganizza la comunicazione", che l'ha vista protagonista accanto ad altri sei attori del comparto.
Dopo l'analisi delle strategie digital delle reti la riflessione si sposta su di un altro fronte, che prodotto ci vuole per i millennial? Innanzi tutto va considerato che quando entrano in adv "vogliono che l'agente di viaggi ne sappia più di loro - osserva la manager -. Chi va in adv vuole avere emozione e vuole vederla, chi racconta il viaggio deve pensare al racconto e dedicare tutto il tempo necessario a ciò che sta facendo". E' questa la nuova frontiera per conquistare nuovi clienti, prestando attenzione ad un altro aspetto. "I millennial e centennial (che sono nati dopo il 2001, hanno 16 anni e fanno i viaggi evento, ndr) possono essere clienti di adv, anzi forse lo sono già, ma forse non siamo pronti a soddisfare questa richiesta - mette in guardia Massimo Caravita, vicepresidente Marsupio Group -. In adv sono trattati come se fossero persone di 30/40 anni, anche dal punto di vista del linguaggio". Il che per il manager vuol dire una cosa sola: "Bisogna lavorare molto sull'approccio da parte delle adv, in quanto è vecchio, ma il compito è nostro". Sul fronte del prodotto "c'è tutto quello che ci deve essere - aggiunge il manager -, il problema è che nei nostri scaffali non c'è una coerenza così completa".
Manca prodotto per le nuove generazioni di viaggiatori? "Bisogna approcciarli in maniera dinamica". E' il pensiero di Simone Frigerio, direttore commerciale di Frigerio Viaggi. A detta del manager si devono fare "gruppi mirati, si devono targhettizzare gli sport, il divertimento, il ballo. Le adv devono approcciare un nuovo mercato e il prodotto sarà fondamentale", ma per esserlo "deve poter essere combinato - fa presente il manager -, in quanto il volo viene acquistato online, ma poi si va in adv per la consulenza sull'hotel, sull'appartamento. Ora si viaggia di più di una volta, ci sono più strumenti di accesso al mercato, ma l'adv resta sempre un punto nevralgico di consulenza".
Un'altra domanda che ci si pone è se le nuove generazioni andranno mai in adv fisicamente? "I giovani sono nelle aziende del turismo e cominciano ad avere leadership - osserva Roberto Natali, direttore marketing Welcome Travel Group -. In Welcome ci sono giovani con skill, competenze trasversali anche su temi tradizionali, ma con conoscenze forti sui mezzi digitali". Detto ciò la prima visita che fanno in agenzia "è il viaggio di nozze loro o di amici. Non solo, l'accesso all'adv non ha più un'età legata solo a quella dei genitori, ma vengono a prenotare le vacanze estive mentre fanno ancora il liceo. Pertanto è stata metabolizzata la capacità di avere una proposta anche per queste nuove generazioni". Si tratta solo di farli "entrare un po' di più nelle nostre adv, gli strumenti ci sono, devono solo alzare il naso dal loro device". Ed è un po' questa la difficoltà o la sfida. s.v.
FONTE: http://www.guidaviaggi.it