Fondazione Atlante finanzia il progetto di restauro della Donnina di Milano
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Fondazione Atlante finanzia il progetto di restauro della Donnina di Milano

Il Piccolo Angelo è stato realizzato da Marino Marini tra il 1932 e il 1933

Fondazione Atlante finanzia il progetto di restauro della Donnina di Milano

Data di pubblicazione: 14/03/2017



Il "Piccolo Angelo" è stato realizzato da Marino Marini tra il 1932 e il 1933

Il Comune di Milano - Museo del Novecento insieme al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia e la Fondazione Atlante, presentano il progetto di restauro della “Donnina di Milano (Piccolo Angelo)”, opera realizzata da Marino Marini tra il 1932 e il 1933. Il progetto, finanziato da Fondazione Atlante, coinvolge il Museo del Novecento, proprietario della scultura, e il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia che da anni affronta con i restauratori in residence di Strati complessi casi di studio, restituendoli alla città con eventi dedicati.

Si affiancheranno inoltre, con le loro specifiche competenze, l’Università di Milano Bicocca per le indagini scienti?che, la società Expotrans per le movimentazioni, il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo con la sua funzione di tutela.
Coinvolta anche la Fondazione Marino Marini per la valutazione congiunta dell’uniformità del restauro rispetto ai precedenti interventi su opere dell’artista.

La scultura in pietra calcarea, realizzata da Marino Marini, raffigura una donna con le braccia protese in avanti, in dimensioni superiori al naturale (2,30 metri) e dallo stile particolarmente arcaicizzante.
Il fatto singolare che caratterizza quest’opera è che nel Secondo Dopoguerra si era persa ogni traccia della sua attribuzione e della sua provenienza e quando fu rinvenuta, abbandonata, in un deposito di macerie nei pressi del quartiere milanese del QT8 , il fotografo Mario De Biasi ne documentò negli anni la storia, ribattezzando l’opera “La Donnina di Milano” e seguendo le sue vicende, comprensive di una prima caduta che ne spezzò le braccia. Utilizzata dai ragazzini per arrampicarvisi o come panchina per ritrovo di innamorati, la statua è testimone della trasformazione del quartiere fino al 1967, quando De Biasi pubblica un volume fotografico intitolato proprio “La donnina di Milano”, con contributi di scrittori tra i quali Giorgio Bocca e Piero Chiara. Fu allora che Gualtieri di San Lazzaro, nel suo catalogo generale di Marino Marini, pubblicato tre anni dopo nel 1970, per la prima volta identificò la scultura come opera dell’artista, segnalandola con il titolo “Piccolo angelo” e indicando erroneamente l’appartenenza alla Galleria d’Arte Moderna di Milano. In seguito all’identificazione, la “Donnina” venne spostata ai Giardini Perego, nel centro di Milano, ma entrerà ufficialmente nelle Collezioni Civiche nel 1992.

Il restauro si svolgerà all’interno degli spazi del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia rendendo il pubblico partecipe dei progressi giorno per giorno. I visitatori, da giovedì 9 marzo, grazie ad una grande vetrata, potranno osservare i restauratori di Strati al lavoro e conoscere il progetto attraverso dei pannelli informativi.
Il Museo da tempo valorizza il “lavoro dietro le quinte”, dando l’opportunità ai visitatori di conoscere attività difficilmente accessibili come il restauro, in un’ottica di maggiore consapevolezza del patrimonio culturale e del ruolo delle istituzioni che di esso si prendono cura.

La restituzione di quest’opera al tessuto culturale cittadino permetterà di raccontare un momento della storia di Milano in continuità con le vicende degli artisti e collezionisti degli anni tra le due Guerre, legati alle collezioni d’arte del Museo del Novecento e del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia. Via Larga, 6 - 20122 Milano

Nel 2011 Uvet e Amadeus costituiscono Fondazione Atlante, con l’obiettivo di sostenere il mondo della cultura, del turismo e della solidarietà sociale. 

FONTE: http://www.guidaviaggi.it

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