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You Can Go - Portale del Turismo (Abruzzo, L'Aquila, Marsica, Valle Roveto)

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    • Balsorano (AQ)

      18/02/2015

      YOU CAN GO oggi vi porta a Balsorano (Aq)

      Il viaggio nelle bellezze di Balsorano lo facciamo al fianco di una “guida speciale”. Elisa Trilly Antonini è innamorata di questa terra e ci conduce alla scoperta del suo fascino.

      Balsorano Vecchio è un antico borgo medioevale arroccato su una dolce collina che domina la valle Roveto nell'ultimo lembo di Marsica confinante con la provincia ciociara e Sora.
      Dalla s.s. 82 una via asfaltata si inerpica verso il borgo per circa 1 km, lasciandosi alle spalle la maestosa cima di Monte Pizzo Deta, seconda vetta della catena montuosa degli Ernici.

      Al nostro arrivo si allarga all'occhio piazza San Martino, con la centrale fontana omonima del settecento copia di un disegno del Bernini. Frontalmente, la medioevale Porta San Martino conserva ancora tutta la sua maestosa bellezza, unica delle 5 un tempo esistenti e poi distrutte dal terremoto del 1915. A sinistra i resti del campanile della chiesa dedicata alla S.S. Trinità, parrocchia ufficiale del borgo fino alla sua distruzione a causa del terremoto della Marsica, venne ricostruita nel nuovo paese, a Valle.

      Fa da sfondo a questo scenario l'imponente presenza del castello Piccolomini, XII secolo. Gli ultimi proprietari blasonati fino al 1929 furono i Conti di Balsorano e casato di Casafuerte, amici dello scrittore francese Marcel Proust e il Vate Gabriele D'Annunzio.
      Elisa ci racconta che, secondo tradizione, la prima auto circolante a Balsorano fosse quella del Vate, giunto a far visita alla sua amica Marchesa Flavia Lefevbre Casafuerte.....

      Da piazza San Martino sale la via principale che porta al paese ed al castello. Ci fermiamo per un lungo istante in piazza Raffaele Troiani, studente d’ingegneria, unica vittima Balsoranese nel terremoto dell'Aquila nell'aprile 2009. Nella piazzetta troviamo il monumento ai caduti di tutti i terremoti e la lapide con l'elenco dei morti nel terremoto del 15, inaugurato in occasione del centenario, il 13 gennaio 2015.
      Un bivio ci induce a scegliere come proseguire nella scoperta della Balsorano antica.
      Incamminandoci verso destra raggiungiamo piazza Piccolomini e il famoso Castello (oggi  aperto solo per ricevimenti privati), una breve sosta per trovare ristoro presso una incantevole locanda, poi torniamo sul bivio ed imbocchiamo la stradina a sinistra della piazza, per raggiungere la chiesa di San Rocco, patrono del borgo. Si riconoscono le mura ed i resti dell'antico trecentesco convento di San Francesco il quale, secondo tradizione, di ritorno dalla terra del lavoro si fermò nei dintorni, motivo per cui i monaci fondarono la sua chiesa. Da qui, nel panorama dei monti che incorniciano il cielo, è visibile anche la facciata della chiesa del XV secolo, dedicata a S. Antonio Abate...

      Al seguito della nostra Elisa percorriamo la ss. 82 fino in località Lazzaretto dove, ci racconta, venivano ricoverati i malati di peste durante la terribile epidemia che il Manzoni narra nei promessi sposi.

      Un’indicazione turistica segnala l’antica e suggestiva chiesa intitolata alla Madonna delle Grazie. Spettacolare è la sua posizione, adiacente le rive del fiume Liri il cui mormorio si fonde al fremito del vento ed accompagna il dolce canto degli uccelli. 
      Nella beata armonia di quest’ambiente naturale ci fermiamo ad ammirare un vero gioiello del passato, del quale rimangono l'abside circolare con l'altare ancora integro e dai colori accesi, la navata e la cupola. Si può ancora notare l'apertura della ruota degli esposti. Accanto la chiesa si trova la torre, probabilmente rinascimentale, che era adibita a mulino. Anche qui la tradizione vuole che, sia la torre che l'abside della chiesa, siano costruite su due torrioni di un avamposto Romano sul fiume Liri.

      Ai piedi dell’antico borgo, lungo la ss. 82, sorge oggi Balsorano Nuovo. Qui è possibile visitare la parrocchia della S.S. Trinità ed il convento di San Francesco nel quale è stato collocato il bellissimo altare quattrocentesco, salvato dal terremoto che aveva devastato il convento; sono originali anche gli stemmi dei Piccolomini incassati nella balaustra dell'altare..
      Nel mentre, Elisa ci racconta di un posto suggestivo, tappa d’obbligo che si raggiunge in due ore di cammino dalla piazza principale di Balsorano Nuovo verso i monti di Serra Lunga. A quasi 1000 metri di quota,  all’interno di una meravigliosa ed imponente grotta naturale, è situato il Santuario di Sant'Angelo: due antri e tre altari risalenti al 1600. Citato fin dal 1296 nei documenti vaticani, custodisce leggende ancor più antiche.

      Il fascino di questa terra è guarnito dalle sue frazioni. Una di queste è Ridotti che protegge, orgogliosa, l’Ecclesia S. Mariae de Saxis de Valle Sorana: una piccola perla la cui costruzione risale al XII secolo grazie ad una donazione della famiglia Tuzi di Sora. Delle decorazioni interne si fecero carico i conti dei Marsi del castello Piccolomini all’epoca della trasformazione e dell’ampliamento del castello da parte di Bernardo Gambarelli, detto Rossellino, incaricato intorno alla metà del Quattrocento da Papa Pio II.
      Gli amanti delle passeggiate in montagna, oltre a godere di panorami sorprendenti che si affacciano sulla valle soave del fiume Liri, possono raggiungere  la piccola cappella di San Giovanni, in località Serra Alta nella frazione di Case Marconi: un luogo che narra mille anni di storia e di leggende a mille metri di quota.

      Balsorano non è solo fascino incantato. È anche allegria per le ricorrenze del 15 e 16 agosto in occasione dei festeggiamenti patronali di San Rocco e della Madonna dell’Assunta. Sono bastate poche parole e l’entusiasmo della nostra “guida speciale” per capire che non potevamo attendere così a lungo.

      Balsorano Visto da Pizzo Deta

      Balsorano Visto da Pizzo Deta

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