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Riserva Zompo lo Schioppo

Morino (AQ)

La Riserva naturale Zompo lo Schioppo e' una area naturale protetta dell'Abruzzo, istituita nel 1987.

Il Territorio
Comprende un'area di circa 1.025 ha più 300 ha di fascia di rispetto, situata interamente nel territorio del comune di Morino, provincia dell'Aquila all'interno della Comunità montana Valle Roveto. La cascata di Zompo lo Schioppo, situata nel territorio del comune di Morino, rappresenta la cascata più alta di tutto l'appennino centrale; le acque precipitano da un'altezza di circa 80 metri per poi confluire a valle verso l'abitato di Morino. Il territorio, è composto da rocce calcaree e, come avviene nella maggior parte delle rocce che si trovano in zona, comprende molte doline e inghiottitoi. La portata della cascata originandosi da fenomeni carsici, dipende dalla quantità di precipitazioni che si hanno durante l'anno ed in anni siccitosi essa si dirama in tre cascate, quella principale e quelle delle "monache", più piccole. Le cascate minori sono sempre presenti, creando un luogo pieno di acqua, quella principale ha carattere intermittente. Il motivo è da ritrovarsi nel bacino carsico che le origina i cosiddetti "fori" che danno luogo alle cascate poste ad altezze diverse, più in alto quello della cascata principale e più in basso quelle minori: con scarse precipitazioni il livello dell'acqua si abbassa e permette all'acqua di uscire solo da quelle più piccole, poste più in basso.

La Flora
Possiamo dividere la flora di questa riserva in base all'altitudine, infatti sulla parte più alta si trova la flora tipica dei pascoli di alta montagna, mentre tra i 900 ed i 1800 metri abbondano i boschi a Fagus sylvatica, che nella riserva a causa del microclima fresco delle forre e delle valli è possibile trovare con sporadici esemplari già dai 500 metri s.l.m., non distanti da elementi tipicamente mediterranei come il leccio e il corbezzolo. Tracce di mediterranea inoltre raggiungono anche vette più alte, che a causa dell'esposizione solare e dell'aridità possono ospitare piante tipiche della gariga calda: in alcuni ghiaioni particolarmente aridi e con microclima caldo, in località "Le Scalelle", infatti è stata da poco rilevata una piccola stazione di terebinto (Pistacia terebinthus), mentre sulle rupi della cascata c'è una popolazione, relitto dell'ultima glaciazione, di pino nero (Pinus nigra). Fra le specie più rare si segnala nella faggeta la presenza frequente di Taxus baccata, pregevole per la dimensione e lo tato di conservazione degli esemplari, in una associazione vegetale con faggio e agrifoglio, molto rara in Italia. Sono presenti anche molte orchidee rare o endemiche dell'Abruzzo. Altra specie degna di nota è la carnivora Pinguicula vulgaris L. subsp. ernica. Al di sotto dei 900 metri il paesaggio vegetale è caratterizzato prevalentemente dal bosco misto a cerro, roverella, carpino bianco e nero, castagno, tiglio, varie specie di acero e il raro farnetto; tali specie, un tempo sottoposte a ceduazione, stanno assumendo aspetto di fustaia grazie ai provvedimenti imposti dalla riserva.

La Fauna
La contiguità con il Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, fa sì che parecchie specie passino da una riserva all'altra, comunque tra le specie caratteristiche ricordiamo: invertebrati, da segnalare, plecotteri e tricotteri, indicatori di acque pulite e ossigenate e della planaria alpina, relitto dell'ultima glaciazione
- Avifauna: in questa riserva si possono trovare quasi tutte le specie di picchi presenti in Italia, oltre alla rarissima aquila reale, lo sparviere, il falco pellegrinoe il gracchio alpino. Tra i rapaci notturni, l'imponente e raro gufo reale, il barbagianni e la civetta
- Mammiferi: si possono avvistare i lupi appenninici, caprioli, oltre ai comunissimi cinghiali, moscardini e volpi. Per Ursus arctos marsicanus, che era presente sicuramente in tempi storici, sono in corso monitoraggi per accertare la reale presenza nella Riserva, sia stabile che occasionale.
- Rettili: la biscia dal collare, la lucertola campestre, l'orbettino, il ramarro;
- Anfibi: la Salamandrina dagli occhiali specie endemica italiana, rara nel resto dell'Italia, ma in pratica presente in quasi tutte le riserve abruzzesi, ricche di corsi d'acqua.

La Cascata
Zompo lo Schioppo è un esempio di sorgente carsica intermittente che si estingue annualmente nei mesi estivi e autunnali. L’acqua sgorga da una ripida parete calcarea con un salto di oltre 80 metri, formando la cascata naturale più alta dell’Appennino. Il legame che intercorre tra il paesaggio della Riserva e l’elemento acqua è talmente marcato da condizionarne tanto l’aspetto quanto l’ecosistema.
Questo legame e la suggestione che ne scaturisce non sfuggì all’attenzione dei visitatori del passato, tra questi Alexandre Dumas, che ne fecero l’elogio nei propri appunti di viaggio. I boschi di faggio esercitano su questo sistema una funzione “protettiva”, costituendo con esso una unità di paesaggio che è l’immagine stessa della Riserva. L’elemento acqua manifesta la sua presenza in ogni ambiente della riserva, dalle più alte sorgenti poste a quota 1700 metri, fino a lambire i centri abitati alle quote più basse. Ma questa visibilità rappresenta solo un aspetto del suo corso: nascosta alla vista, una ramificata idrografia sotterranea legata al diffuso carsismo, prende corpo in grotte, vallette carsiche, pozzi e doline, spingendosi tra i calcari fessurati che costituiscono gran parte dell’ossatura di questi monti, fuoriuscendo in taluni casi in copiose sorgenti come quella della Pantaneccia che garantisce con la sua acqua il fabbisogno idrico della Valle Roveto. Infine viene l’uomo, artefice delle sembianze meno spontanee dell’acqua, ad intervenire sulla trama idrografica del territorio con la sua impronta costruttiva. I suoi corsi artificiali, canali di varia dimensione a seconda dello scopo, segnano il territorio per carpire all’acqua le sue potenzialità. E’ nota la capacità tecnica con cui in passato l’uomo era in grado di canalizzare le acque per l’irrigazione o per azionare macchinari. Questa tradizione, particolarmente viva tra i monaci cistercensi, sopravvive grazie alle formelle, canali in terra ancora oggi utilizzati per irrigare i coltivi, testimonianza di un modo di intervenire sul territorio in modo discreto. Di maggiore impatto è il grande canale artificiale creato dall’Enel, che riversa le acque del torrente Lo Schioppo in un laghetto di “carico”, per muovere infine, attraverso una condotta forzata, le turbine di una delle centrali elettriche presenti nel territorio di Morino.


 


 

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    • Riserva Zompo lo Schioppo
    • Morino (AQ)
    • Via delle Ferriere, 10 67050 Morino AQ
    • Tel. 0863 978809
    • 0863 970909
    • info@schioppo.aq.it
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      LONG: 13.4372793
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