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Convento di San Francesco

Balsorano (AQ)

Il Convento di S.Francesco in Balsorano, distrutto dal terremoto del 13 gennaio 1915, secondo qualche storico, si vuole che sia stato fondato non oltre l'anno 1600. Invece, dalla costante tradizione nella Provincia Monastica di S.Bernardino e del popolo balsoranese, si rileva che detta fondazione rimonta ai tempi anteriori al 1600. Benché non si abbiano notizie certe, pur da quanto si è per narrare, risulta chiaro ciò che si asserisce. Nella località oggi detta Ara e montano Triàne si scorgono dei ruderi di un vecchissimo convento e questa località e al lato est del medioevale castello. Questi ruderi da tutti si ritengono appartenessero al primitivo convento, fondato, come credesi, dallo stesso Santo Istitutore, quande Egli, di ritorno dalla Terra del Lavoro, passò per la Valle Roveto per recarsi a visitare i nostri Abruzzi. Tale supposizione viene avvalorata dallo stesso P. Panfilo Pierbattista, da Magliano dei Marsi, che minutamente descrive quanto il Santo Patriarca fece ed operò in detto viaggio per la santificazione delle nostre popolazioni; dal quale viaggio certo non furono esclusi i paesi della Valle.
Da quali cause fosse distrutto il primitivo convento non si possono precisare poiché gli antenati non ne hanno lasciata memoria, ma giustamente si ritiene che esso subisse la medesima sorte della maggior parte degli Abruzzi, quando questa regione, da forze telluriche nel 1349, fu, altra volta rasa al suolo, giusto come narra il Ciarlanti nella sua storia del Sannio, a pagina 398.
Ora, ammessa la preesistenza di un altro convento, come sopra si è detto, ne deriva, di conseguenza che il convento del quale s'intende parlare, sorse dopo la rovina del primo, poco dopo del terremoto anzidetto; oppure, come altri opinano, circa un secolo dopo, cioè dopo l'altro terremoto del 1456 e non più nell'antico posto, bensì in località più adatta ai bisogni dei religiosi, qual'era appunto l'area occupata dal convento il parola, perché restava in posizione più esposta, molto più accessibile al paese e quindi più utile ai bisogni del popolo. Inoltre consta da documenti che i Padri Riformisti successero, nell'abitazione del convento, ai Padri Conventuali che, dal Pontefice Innocenzo X erano stati trasferiti altrove, e ciò avveniva circa l'anno del Signore 1644. I Padri Riformisti ne prendevano formale possesso sotto il Pontificato di Innocenzo XI il giorno 11 maggio 1678 regnando Carlo V ed essendo Provinciale il Padre Equizio da Pizzoli e cioè circa 34 anni da che i Padri Conventuali lo avevano abbandonato.  Risulta ancora con certezza, da documento conservato nell'Archivio Provinciale, che il Barone Antonio Piccolomini e l'Arciprete Don Felice di Scanno, con altri volenterosi di Balsorano, avanzarono, nell'anno 1677 un esposto alla Sacra Congregazione dei Vescovi Regolari, affinché si benignasse cedere ai Padri Riformisti il sopra nominato convento. Tra le altre ragioni addussero che il fabbricato deperiva giornalmente ed era in totale imminente rovina. Dunque, come si può assolutamente ammettere che un fabbricato quasi nuovo, che, secondo qualche storico, conta appena 78 anni, possa ridursi in si miserevole stato. E' vero che per 44 anni circa, cioè dalla partenza dei Padri Conventuale alla data della petizione, il locale restò inabitato, ma è pur vero  l'esperienza insegna  che un fabbricato simile, potrà deteriorare si, ma giammai perire. Ma se gli egregi espositori asseriscono che il convento era in pericolo di totale rovina se subito non si riparava, dunque per logica conseguenza ne viene che il convento doveva essere già vecchissimo, e perciò, non rimontare la sua fondazione al 1600 bensì almeno a qualche secolo antecedente, per non dire assolutamente che esso, come si è detto, rimonta a poco dopo il terremoto del Sannio e dell'Abruzzo. Il convento era stato costruito simmetricamente in tutte le sue parti. Aveva uno slanciato, spazioso ed arioso chiostro con colonne di pietra tutto di un pezzo e cisterna al centro. A sinistra dell'entrata principale ed al pian terreno, con finestre prospettanti al sud, vi erano i seguenti vani: camera detta del terz'ordine ( in origine fuoco comune per i forestieri), di prospetto a questa, camera con refettorietto per i garzoni; appresso venivano il forno, la canova ed ante canova, il granaio con sottostante cantina. Ad ovest il refettorio, però, per la sua posizione e grandezza non corrispondente all'assieme del fabbricato. Staccato da un piccolo corridoio lo seguiva la cucina ed ante cucina con altri due grossi vani adibiti come dispensa e mettevano ad altri due vani occupati uno come carboniera e l'altro come legnaia con uno stanzino per carniere nonché un altro piccolo vano dove vi era il cesso. Nella stessa cucina vi era una cistericola per uso del cuoco alla quale veniva l'acqua per mezzo di un canale dalla cisterna del chiostro. Al lato nord della cucina, andando verso la chiesa, vi si trovavano il fuoco comune, la legnaia, un ammazzatoio, con altri due vani che si utilizzavano per riporvi gli oggetti della chiesa perché attigui alla porta del coro. Per accedere al piano superiore vi erano due gradinate; la principale, dirimpetto alla porta d'ingresso, era composta da due rampe, assai comoda, spaziosa ed ariosa. Alla sommità di questa scala esisteva una loggetta che guardava al lato nord da un lato e dall'altro la loggia grande per la quale si accedeva al coro superiore, all'organo ed al corridoio dei sacerdoti, nonché al corridoio dei fratelli laici. L'altra gradinata, più stretta e quasi buia, trovavasi accosto alla cucina ed al refettorio ed alla sommità comunicava con la cappella, corridoio grande, noviziato e cessi. Il secondo piano aveva tre corridoi con camere a destra e a sinistra, oltre due quarti piuttosto moderni; in tutto il convento disponeva di quaranta camere abitabili e ben arieggiate. Tanto a nord che a ovest il convento era separato dagli orti, da due cortili esterni. A nord, poi, vi erano due stalle resesi inservibili da molto tempo perché prive del tetto ed un gallinaio e vi si accedeva dal portone detto dell'asino. Ad ovest altre due stalle e pagliaio e vi si accedeva per la porta grande dell'orto, la quale comunicava anche col lavatoio ed orto S.Giovanni.


Testi tratti dal libro Il Convento di San Francesco in Balsorano
 

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    • Convento di San Francesco
    • Balsorano (AQ)
    • Via San Francesco, 24 Balsorano AQ
    • LATI:  41.8089059
      LONG: 13.561477
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