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    • 08/02/2019: Museo di Alba Fucens, ecco 300mila euro
      MASSA D’ALBE. Il sogno sta per diventare realtà. Il Museo archeologico di Alba Fucens, a lungo atteso, potrà vedere la luce. Così le migliaia di reperti rinvenuti durante gli scavi iniziati nel 1948 e finiti o in musei italiani e stranieri o addirittura ammassati in depositi della Soprintendenza, potranno trovare la giusta collocazione. Il Museo sorgerà nell’ex convento di San Pietro, attiguo all’omonima chiesa. I lavori per la ristrutturazione dell’edificio, su due piani, iniziati negli anni Novanta, per mancanza di fondi, sono proseguiti con esasperante lentezza. La Soprintendenza archeologia, beni culturali e paesaggio d’Abruzzo, si è spesa molto per la realizzazione dell’opera, ma i fondi arrivavano sempre col contagocce. Tuttavia si era arrivati a un buon punto. Per ultimare i lavori servivano altri 300.000 euro. Che però non arrivavano. A scongiurare il pericolo che il completamento dell’opera venisse rinviato alle calende greche, è stato ieri il sottosegretario per i Beni e le attività, Gianluca Vacca (5 Stelle), che, in un incontro all’Aquila, ha comunicato che il Ministero ha stanziato per il recupero e la valorizzazione dei siti archeologici abruzzesi, per il biennio 2019-2020, oltre tre milioni. Trecento di questi sono destinati per la ultimazione del Museo di Alba Fucens. Che ha però la priorità. Infatti saranno erogati quest'anno. Mentre i fondi destinati alla Domus romana di Teramo (1.700.000 euro) e alle Terme e al Teatro romani di Chieti (1.550.000) saranno erogati il prossimo anno. Inoltre, attraverso il recupero di risorse Cipe, il Ministero intende valorizzare il sito di Corfinio, capitale della Lega Italica, che nella Guerra sociale si battè eroicamente contro le mire espansionistiche di Roma. Ma dovette soccombere. La Lega coniò anche una moneta con la scritta Italia. Una volta ultimati i lavori ad Alba Fucens, la Soprintendenza potrà procedere all’allestimento del Museo, togliendo i reperti dai vari depositi e riportare nella Marsica anche quelli che si trovano altrove. Il Museo diventerà così meta di metà di visitatori ma e anche di studiosi. I reparti venuti alla luce infatti sono importanti per conoscere usi e costumi dell’antichità. Per non parlare poi del poderoso impulso che il Museo darebbe al rilancio del turismo e alla crescita economica del territorio.

      FONTE: http://www.ilcentro.it

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