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Chiesa di San Pietro ad Alba Fucens - Massa d'Albe (AQ)

Massa D'Albe (AQ)

Chiesa di San Pietro

Da tempio pagano a basilica cristiana: da Apollo a San Pietro

Superate le mura difensive dell'antica città di Alba Fucens, dove riecheggiano rumori di antichi conflitti e momenti di vita quotidiana,  dopo aver notato le rovine di una città dal sapore imperiale, non si può non notare su un'altura la chiesa di San Pietro d'Albe, dal ricordo paleocristiano.  Nel  III sec a.C . era denominato Tempio di Apollo e date le dimensioni del podio in blocchi di pietra squadrata, ancora ben visibili, si presume fosse costituito da un pronao a quattro colonne di ordine tuscanico a fusto liscio rastremato, altrimenti detto tetrastilo.

Il Tempio dedicato al figlio illegittimo di Zeus, dio di tutte le arti, godeva di una mirabile vista, lo si doveva venerare da ogni luogo della Marsica.  Ai passanti della via Valeria e Tiburtina annunciava la protezione della città posta alle sue spalle, Alba Fucens.  Spettatore indiscusso di infinite battaglie e complotti avvenute alle sue pendici, cambia veste con l'Editto di Costantino nel 313 d.C. , che da tempio pagano si convertì in Basilica Cristiana. Tale passaggio non è da trascurare poichè grande doveva essere il nome della basilica, tanto degna del predecessore e di uguale importanza, San Pietro discepolo prediletto e primo Papa della Chiesa Cattolica.

Una prima citazione della chiesa di San Pietro nel 1115 si trova nella bolla del 24 febbraio di papa Pasquale II, in cui è evidente che la chiesa apparteneva al clero secolare, poi donata ai benedettini, dove subì numerose modifiche planimetriche, pur mantenendo il podio, le pareti esterne laterali, la muratura del fondo della cella e le due colonne estreme del pronao, donandogli quel piacere romanico ancora preservato.

Si prolungò la sacra aula, si creò sul fondo della cella un'abside circolare con cripta sottostante, si formarono tre navate con l'apposizione di 18 colonne corinzie con fusto scanalato, sicuramente provenienti da un edificio di Alba del II sec. a.C.  e al centro del prospetto fu posta una massiccia torre campanaria con tre fornici d'ingresso.

Addossato a due colonne della navata sinistra è il bellissimo ambone policromo opera dei maestri cosmateschi romani Giovanni di Quído e Andrea, opera commissionata agli inizi del XIII secolo dal locale abate Oderisius.
Al solo "Andreas magister romanus" è da attribuire la raffinata iconostasi, tutt'ora presente, che ha apportato alla struttura un ulteriore fascino, forse appartenente alla chiesa di S. Angelo in Alba di cui restano rovine poichè già abbandonata nel XVIII sec. Sul fondo il presbiterio rialzato con cripta sottostante, che custodisce un sarcofago del XII secolo con "Agnus Dei".

Sulle parete della navata laterale sinistra erano in passato cicli di affreschi del XIV-XV secolo, collocati ora al Museo Nazionale e Museo d' Arte Sacra del Castello Piccolomini di Celano, mentre su entrambi le pareti sono ancora evidenti i graffiti antichi e medievali (si evidenziano iscrizioni a partire dagli inizi del Il secolo a.C. fino al termine del VI secolo d.C. con figure di un leone da circo, navi e soprattutto le iscrizioni paleocristiane e quella del 236 d.C. in cui è nominato la divinità onorata nel tempio "Apolinis ").  Di gran pregio è l'abside della chiesa che nella parte esterna è decorata da motivi teriomorfi, ossia animali e esseri fantastici legati alla mitologia.

 Alla chiesa del XII secolo erano relativi i due battenti lignei del portale interno, probabilmente dello stesso autore del portone di S. Maria in Cellis di Carsoli, ora ben conservato nel Museo Nazionale e Museo d' Arte Sacra del Castello Piccolomini di Celano. Dalla scarsa documentazione oggi disponibile si accerta che un primo sisma lo colpì nel XIII sec. distrusse l'abside e l'ambone subito ricostruite.

Dal 1310 fino al  XVII sec d. C. la chiesa appartenne all'ordine dei francescani, i quali aprirono due monofore a sesto acuto dal tono tardo - gotico sul lato sud della chiesa e una cappella voltata a crociera con costoloni a sesto acuto, ove vi furono affrescate molte scene cristiane. La storia del monumento riferita al XIX sec d.C.  è solo espressione di passaggi di proprietà, dello Stato nel 1870 alla gestione della chiesa al comune di Massa, fino al sisma del 1915 che distrusse gran parte dell'impianto, ma conservandone le caratteristiche essenziali.

Quella che vediamo oggi è una chiesa che seppur restaurata con opinioni proprie a metà del XX sec. , ne conserva le caratteristiche essenziali. Là dove ieri il Tempio di Apollo vegliava, oggi vi è la chiesa di San Pietro che veglia l'intera area fucense, a ricordo di quel che era.

 

Chiesa di San Pietro ad Alba Fucens - Massa d'Albe (AQ) - Fonte: Edoardo Pone



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    • Chiesa di San Pietro ad Alba Fucens - Massa d'Albe (AQ)
    • Massa D'Albe (AQ)
    • LATI:  42.0771276
      LONG: 13.4109413
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